Linkedin per avvocati

   Questo post vuole essere una guida per gli avvocati che vogliono utilizzare LinkedIn come strumento di marketing legale, ed è dedicato sia a chi ha già un profilo ma vuole sfruttarlo al 100% sia a chi non sa di cosa stiamo parlando.

 

   LinkedIn è un social network (come Facebook o Twitter), ma è anche molto di più; è un network legale (come “Avvocati italiani”, “Studi legali” e tanti altri), ma è anche molto di più; è un motore di ricerca (come Google), ma è anche molto di più.

 

   LinkedIn è un social network professionale, che riassume in sé le caratteristiche sia dei social network sia dei network legali, ma che da questi si distingue per la grande libertà d’espressione, e soprattutto perché riproduce le dinamiche che ci sono, o dovrebbero esserci, in una rete di professionisti, ma questo aspetto sarà più chiaro alla fine dell’articolo.

 

  Creare un profilo su LinkedIn è facile e totalmente gratuito (proprio come Facebook), ma crearne uno “efficace” è un’altra questione. Un profilo efficace è quello che viene visualizzato tra i primi quando un potenziale cliente, utilizzando una funzione specifica di LinkedIn, cerca un avvocato nella vostra provincia, senza specificare altro: come arrivare a questo risultato?

 

   LinkedIn ha un efficace strumento che vi mostra la percentuale di completamento del vostro profilo, il vostro obiettivo deve essere arrivare al 100%. Cosa mettere nel profilo? Dovete immaginare il profilo come un vero e proprio curriculum, per cui evitate informazioni personali o comunque extra-professionali (per capirci, non interessa a nessuno che suonate il basso in una band o che al liceo avete vinto una medaglia di corsa campestre!), mentre metterete tutti i titoli di studio, il periodo di tirocinio e altre attività attinenti alla professione, come corsi di formazione etc.

 

   LinkedIn è strutturato un po’ come i curricula in formato europeo, per cui è indispensabile per ogni esperienza mettere i riferimenti esatti, in quale università, in quale studio legale, da quale data a quale data, cosa che tornerà utile anche per altre funzioni avanzate. È anche possibile mettere il profilo in più lingue, cosa molto apprezzata, ma in tal caso fate attenzione alla corretta trasposizione dei titoli. È possibile inserire nel profilo anche le proprie pubblicazioni e, se ne avete, premi (borse di studio, “toghe d’oro” e simili sono le benvenute e fanno una gran figura). L’ideale è preparare tutto prima e poi stendere il profilo tutto in una volta: alcune cose non sono modificabili, potrete sempre aggiungere, ma non sempre eliminare, per cui fate attenzione; salvate il tutto et voilà, siete su LinkedIn.

 

   Fatto ciò avete soltanto quello che si dice una “pagina vetrina” statica, dove vi fate pubblicità e parlate bene di voi, ma questo è il minimo sindacale di quello che può fare LinkedIn (a dire il vero è quello che fanno tutti i network legali), e non vi da neanche la garanzia di essere mai tra i profili segnalati dal motore di ricerca interno del sito. Se non vi accontentate di questo risultato prendetevi un po’ di tempo e utilizzate LinkedIn come Facebook, ossia …fate amicizia! LinkedIn consiglia di creare una rete di contatti professionali innanzitutto con i propri amici e colleghi d’università, e se non hanno ancora un profilo invitateli a farlo, e poi mettetevi in contatto. Per noi avvocati è quasi obbligatorio iscriversi al gruppo “avvocati domiciliatari” e simili, e con un po’ di fortuna avrete la possibilità di ricevere una domiciliazione grazie a LinkedIn: questo è marketing legale 2.0!

 

   Come aumentare il numero di contatti, e soprattutto perché? Se seguite alla lettera le istruzioni date da LinkedIn (contattate solo i vostri amici etc.) probabilmente avrete non più di dieci contatti, e potrebbe anche andarvi benissimo così, ma potreste anche investire un po’ di tempo e aumentare il numero dei vostri contatti, per due motivi.

 

   Il primo riguarda il posizionamento del vostro profilo nel motore di ricerca di LinkedIn, che è dato da molti criteri (profilo completo al 100%, multilingue, attività…), e uno di questi è il numero di contatti nella propria rete.

 

   Un altro motivo è l’immagine che date: un professionista con molti contatti (magari 500+) ha un’immagine migliore di uno con 10 contatti o meno, è un profilo carismatico, anche se è ovvio che non sono tutti contatti “personali”.

 

   LinkedIn ha molti sistemi per evitare di contattare persone che non conoscete, ma sono tutti facilmente aggirabili.

 

   Se infatti provate a contattare un Tizio qualunque, LinkedIn vi chiederà come e dove lo avete conosciuto, se per esempio è un vostro collega degli anni dell’università dovrete specificare sia l’Università sia gli anni, e questo dato dovrà essere presente e coerente su entrambi i profili (ecco a che serve la precisione); sembra complicato, ma non lo è, è comunque è facilmente aggirabile.

 

   Innanzitutto iscrivetevi in un gruppo “aperto”, per esempio quello della vostra università, o uno dei tanti tra avvocati, o uno che vi piace; potreste anche crearne uno voi, ma ai fini di quello che vogliamo fare all’inizio non serve.

 

   Una volta diventato membro potrete vedere l’elenco totale dei membri, e quindi contattare chi vi va (magari tutti), e se il sistema vi chiede cosa avete in comune cliccate sul gruppo, e il gioco è fatto.

 

   Molti (specialmente i professionisti di branche molto diverse dalla vostra) vi ignoreranno, o chiederanno chi siete e cosa volete, ma la maggior parte accetterà senza riserve, perché sanno che avere molti professionisti nella rete è un vantaggio. Fate comunque attenzione a non esagerare, perché dopo un po’ LinkedIn vi prenderà per un hacker, e utilizza vari sistemi per impedirvi di utilizzare questa tecnica.

 

   Per rendere più probabile di essere accettati piuttosto che ignorati è indispensabile un po’ di netiquette: per cominciare sconsiglio vivamente di utilizzare il messaggino di contatto preimpostato da LinkedIn, perché, essendo di derivazione anglosassone, è direttamente in seconda persona (tipo “Ciao, vuoi essere un mio contatto?”), e tra professionisti italiani e meglio darsi del Lei. Inoltre fate inviti personalizzati che facciano capire che siano rivolti proprio alla persona cui è diretto, con riferimento al nome, al suo titolo e al suo lavoro. Riassumendo, per contattare l’Avv. Mario Rossi evitate di scrivere “Ciao, Mario! Vorrei che entrassi nella mia rete!”, molto meglio qualcosa del tipo “Buongiorno Avv. Rossi, ho letto le sue pubblicazioni e vorrei che facesse parte della mia rete professionale, per scambiarci informazioni in futuro”, e nessuno vi resisterà. Naturalmente per fare ciò occorre investire una certa quantità di tempo, ma ricordatevi che stiamo parlando di incrementare il marketing dello studio legale, non stiamo perdendo tempo.

 

   Dopo un po’ vi accorgerete che anche a voi capiterà di essere contattati da persone che non conoscete: accettare tutti senza riserve per fare numero? Meglio di no, leggete sempre bene il profilo prima di accettare una persona nella vostra rete, che potrebbe influire negativamente sul vostro profilo; se per esempio siete patrocinatori di un’associazione animalista non accettate come contatto qualcuno che fa parte del gruppo “amici della caccia”: la vostra immagine su LinkedIn deve essere non solo positiva, ma anche coerente.

 

   Un’altro strumento da non sottovalutare è la segnalazione, da fare e da ricevere. Sostanzialmente si tratta di una “raccomandazione virtuale” che qualcuno fa di voi (o viceversa) e che compare sul vostro profilo (aumentando sia la percentuale di completamento sia il vostro “ranking”, ossia il posizionamento del profilo nel motore di ricerca interno). Anche in questo caso LinkedIn richiede estrema precisione, perché pretende che debba essere fatta da qualcuno che, in teoria, vi conosce bene, per cui il “segnalante” deve dire dove e quando vi ha conosciuto (per esempio un collega dello studio dove facevate pratica), e le esperienze devono coincidere nel profilo di entrambi: se avete lavorato nello stesso studio, ma in anni diversi, per LinkedIn non vi conoscete (anche se uscite insieme tutte le sere)! Anche in questo caso, comunque, potete dire di avere in comune un gruppo e avrete risolto.

 

   Un altro strumento interessante è la “presentazione”: se volete diventare il contatto di qualcuno in particolare, presente nella rete di un vostro contatto (ossia un contatto di 2° livello), potete farvi “presentare”da lui, esattamente come potrebbe avvenire nella vita reale.

 

  Se vi resta ancora tempo, partecipate attivamente alle discussioni, fatevi notare, aggiornate il profilo, pubblicate articoli etc.

 

   Anche il tempo trascorso attivamente è infatti uno dei criteri utilizzati per aumentare il ranking del vostro profilo, e da questo punto di vista LinkedIn offre grande libertà d’espressione: potete creare e/o partecipare a gruppi, discussioni, sondaggi, linkare collegamenti etc. Ricordatevi sempre che non siete su Facebook, ma su LinkedIn, un sito di professionisti, per cui cercate sempre di attenervi alla vostra professione: segnalate convegni, libri, leggi o sentenze, parlate e commentate le varie riforme etc., (non fate come un nostro collega che linkava video-ricette: ma perché?).

 

   Infine integrate l’indirizzo del vostro profilo pubblico sul vostro sito, o sui vostri altri profili (se ne avete), e aumenterete il numero di visite (tra l’altro LinkedIn ha un efficacissimo sistema per cui non solo vi dice quanti hanno visto il vostro profilo, ma perfino chi!).

 

   Abbiamo quindi capito che LinkedIn riassume in sé le caratteristiche di social network, legal network e motore di ricerca, tutto integrato in un sistema che ricrea le dinamiche tipiche di una rete (vera, non virtuale) tra professionisti: l’amicizia tra colleghi d’università, i rapporti tra colleghi di tribunale, le distinzioni tra le varie specializzazioni, le associazioni forensi, le “segnalazioni”, le “presentazioni” e così via; da questo punto di vista non solo è l’imitazione della vita vera, ma costituisce persino il modello di come dovrebbe essere costruita una rete professionale vera e autentica, cosa che spesso riesce difficile ai professionisti più giovani: dobbiamo sforzarci di imitare LinkedIn nella professione quotidiana.

 

   A proposito, se volete rubarmi qualche idea, suggerirmela o inserirmi nella vostra rete, il mio profilo è

 

   http://it.linkedin.com/pub/giovanni-chiricosta/43/658/9b7

 

 

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